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Visualizzazione dei post da luglio, 2025

Lumìa cunzata (zuppa fredda di limone)

La lumìa cunzata (limone condito) era un piatto semplice e anche a Barrafranca si consumava per rinfrescarsi soprattutto nei mesi estivi a colazione. In particolare, i contadini mangiavano questa zuppa prima di mietere, per contrastare la calura estiva e la perdita di liquidi. Ingredienti: A cqua Un limone Olio Sale Pepe Pane  Preparazione: Riempire a metà il fondo di un piatto piano con dell'acqua. Spremere mezzo limone e a ggiungere l'altra metà tagliata a fette.  Aggiungere uno o due cucchiaia di olio, un pizzico di sale e, se si vuole, del pepe. Girare per amalgamare gli ingredienti.   I nfine,   inzuppare il pane  fresco  non per forza raffermo: se appena sfornato, addirittura è una goduria. Autore: Filippo Salvaggio Ringraziamenti In ricordo di mia madre, che amava iniziare le sue giornate con questa ricetta stuzzicante e tipica anche di Barrafranca.

Millinciàni bbunàti

La ricetta delle melenzane sott'olio e aceto è tipica di Napoli, ma come altre ricette napoletane (ad esempio, l'uovo in carrozzella) è molto comune a Barrafranca e presenta delle variazioni. I legami storici tra Barrafranca e Napoli sono ancora da studiare; per ora notiamo che, oltre a certe ricette, nel vernacolo barrese è presente almeno un termine napoletano: " stutàri " cioè spegnere. Al netto di queste considerazioni, il termine "bbunàri" (letteralmente "far diventare buoni") vuol dire far cuocere a crudo in salamoia o sott'olio o sott'aceto.  A Barrafranca, le melenzane si bbùnanu in modo semplice e veloce. Si tagliano delle fette pressoché sottili (circa mezzo centimetro di spessore), si cospargono con una stricàta (un po') di sale e si mettono in un colapasta per circa 24 ore schiacciate da un peso, al fine di far colare la solanina, cioè la sostanza liquida, amarognola e marrone, che si trova naturalmente anche in questo ort...

Minnulata barrese

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Minnulata - Foto di Adalgisa Tambè  Questa particolarissima ricetta di Barrafranca stava per essere dimenticata: è solo grazie alla signora Rosa Lupo in Avola che si è salvata. Nel nostro paese non mancavano, di certo, le mandorle e ovviamente le massaie si cimentavano a fare dolci vari e tramandarne le ricette frutto della loro maestria. Dopo aver fatto il pane, il forno era ancora caldo, anche se meno, ed era normale approfittare di tale calore, infornando altri cibi: in questo caso dolci. In pratica, la temperatura del forno era di circa 180°. Ingredienti: Mandorle, 500 grammi Farina tipo 00 per dolci, 350 grammi Zucchero, 350 grammi o, se si preferisce, poco meno 5 uova o quante ne bastano Buccia di arancia grattugiata Preparazione: Tostare le mandorle con la buccia e, quando sono ancora tiepide, frullarle fino a farle diventare una "farina". In passato, non essendoci i frullatori, si schiacciavano con un mattarello o, in estrema necessità, con una bottiglia di vetro. At...

Lasagni 'ntoppa

 A Barrafranca, con il termine " lasagni " si intende il formato di pasta delle tagliatelle larghe fino a mezzo centimetro e spesse sette millimetri. I lasagni si preparavano nelle occasioni in cui c'era più tempo a disposizione, ad esempio nelle feste. Ma quotidianamente le donne avevano troppi lavori domestici da svolgere e per sbrigarsi prima preparavano le lasagni 'ntoppa . La larghezza di questo formato di pasta era di circa un centimetro e mezzo, ma lo spessore era di 5 millimetri. Lo stesso spessore è usato in Algeria per preparare i " rechta ", che hanno larghezza varia. Le  lasagni 'ntoppa barresi erano, dunque, molto simili ai rechta algerini e in entrambi non si aggiungevano uova nell'impasto. Il consumo quotidiano delle lasagni 'ntoppa era dovuto sia al fatto di dimezzare i tempi di preparazione sia per ottenere più scioglievolezza e più  gusto, in quanto assorbivano più condimento. Per fare la sfoglia ci voleva. però, più maestri...

Firmiciddi o virmiciddi frijuti

Negli anni Ottanta, a Barrafranca quando in occasione della festività di San Giuseppe si facevano le tradizionali tavulati , si dovevano imbandire delle scenografiche mense per esporre diciannove pietanze, con riferimento alla data della festa. Tra le pietanze c'era anche un dolce molto particolare e tipico del paese, di cui si è quasi persa la memoria: i firmiciddi frijuti . Ad oggi, solamente la signora Rosa Lupo ne conserva la ricetta, tramandatale dalla propria madre.  Ingredienti: Firmiciddi (spaghetti fini, tipo capellini d'angelo o capelvenere o fidelini), meglio se caserecci Uova Zafferano Burro Cannella Zucchero a velo Olio extravergine d'oliva o olio per frittura Preparazione: In una terrina sbattere delle uova unendo lo zafferano in polvere, il burro sciolto e, a piacere, un po' di cannella. Immergere in una pentola con acqua bollente i firmiciddi per circa un minuto in modo tale da non farli cuocere totalmente, lasciandoli al dente. Scolare la pasta e farl...

Frascàtula 'mpanata

La frascàtula è un classico piatto del meridione ed è stata definita "la polenta del sud". Si consumava nei mesi invernali e a Barrafranca vi è testimonianza che era fatta anche in modalità comunitaria. I vicini di casa o i parenti si riunivano e ognuno portava uno o più ingredienti in base alla disponibilità: patate, cipolle, pomodori, scarola, cicoria, broccoletti, finocchietti selvatici, sedano, bietole, carote... Insomma, si mettevano a bollire in pentola le verdure o gli ortaggi di cui si aveva disponibilità. Quando il "minestrone" era pronto, si faceva girare l'acqua bollente con un mestolo e vi si spolverava sopra la farina di grano duro in modo da non formare grumi. Appena la frascàtula era abbastanza densa, si serviva calda con dell'olio e, se c'era a disposizione, con della ricotta salata grattugiata. Una particolarità riscontrata a Barrafranca è quella di riutilizzare la frascàtula avanzata il giorno dopo quando si addensava ulteriormente. ...

Capuliatu fritto con le uova alla barrese

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  Fig. 1 La ricetta del capuliatu frijutu ccu l'ova  (Fig. 1) è piuttosto antica e tipica di Barrafranca. Si tratta di un piatto povero e molto nutriente oltre che sapido. Ovviamente, dato l'alto contenuto calorico, i contadini preferivano consumare durante i mesi più freddi questa prelibatezza semplice accompagnata dal pane; i nostri antenati lo consideravano un piatto unico: non lo mangiavano, cioè, né come primo né come secondo. Ingredienti: Pomodori secchi Uova Cipollotti Olive nere Olio extravergine d'oliva Preparazione: Tritare i pomodori secchi con la macchinetta adatta per ottenere il capuliatu (Figg. 2 e 3). Dopo aver mondato un cipollotto, occorre tagliarlo a pezzetti da soffriggere in una padella con dell'olio caldo (Figg. 4, 5, 6). A quasi metà cottura del cipollotto, occorre aggiungere il capuliatu  e rigirare gli ingredienti per non farli attaccare al fondo della padella (Fig. 7). Dopo aver sbattuto due uova (Fig. 8), si aggiungono al soffritto non troppo ...

Uova in carrozzella

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  Tra le antiche e particolari ricette tipiche di Barrafranca (EN) spicca questo meraviglioso piatto la cui origine è ignota, ma si intuisce che è da legare alle religiosità pasquali, in quanto il popolo barrese lo prepara in occasione della pasquetta assieme a frittate ( frosci ) e frittelle varie. Una ricetta simile, le uova alla monachina, esiste in Campania ma diverso è il ripieno: le due metà di uovo bianco sodo sono ricomposte oppure l'uovo si impana e si frigge non svuotandolo del tuorlo.  Ingredienti: Uova Patate Formaggio di pecora grattugiato Pangrattato Prezzemolo Sale Pepe nero in polvere Olio per friggere Preparazione: Bollire le uova e le patate. Dopo aver sgusciato le uova, occorre tagliarle a metà in senso verticale per poi toglierne il tuorlo. In una ciotola si devono schiacciare le patate pelate per poi impastarle assieme ai tuorli precedentemente messi da parte. Si insaporisce l'impasto con un pizzico (non esagerare) di sale, con il formaggio grattugiato, co...