Minnulata barrese


Minnulata - Foto di Adalgisa Tambè


 Questa particolarissima ricetta di Barrafranca stava per essere dimenticata: è solo grazie alla signora Rosa Lupo in Avola che si è salvata. Nel nostro paese non mancavano, di certo, le mandorle e ovviamente le massaie si cimentavano a fare dolci vari e tramandarne le ricette frutto della loro maestria. Dopo aver fatto il pane, il forno era ancora caldo, anche se meno, ed era normale approfittare di tale calore, infornando altri cibi: in questo caso dolci. In pratica, la temperatura del forno era di circa 180°.

Ingredienti:


Mandorle, 500 grammi
Farina tipo 00 per dolci, 350 grammi
Zucchero, 350 grammi o, se si preferisce, poco meno
5 uova o quante ne bastano
Buccia di arancia grattugiata



Preparazione:

Tostare le mandorle con la buccia e, quando sono ancora tiepide, frullarle fino a farle diventare una "farina". In passato, non essendoci i frullatori, si schiacciavano con un mattarello o, in estrema necessità, con una bottiglia di vetro. Attenzione: se le mandorle tostate si raffreddano, si tritano più difficilmente. Su di una spianatoia occorre, poi, formare una fontana con la farina di mandorle tostate, la farina per dolci e lo zucchero precedentemente miscelati. Se si vuole, si può aggiungere un po' di buccia di arancia grattugiata. Mettere nella fontana tre uova e impastare. Se non bastano, se devono aggiungere le altre, uno alla volta. Quando l'impasto sarà abbastanza modellabile, lo si farà riposare (in dialetto si dice pigghjari a cena); si dovrà, in seguito, formare un cordone. Si deve, quindi, schiacciare dolcemente il cordone fino allo spessore di circa un centimetro e mezzo, per poi tagliarlo a pezzetti a forma di parallelogrammi. Si infornano con una teglia i pezzetti ottenuti per circa dieci minuti: il tempo di farli biscottare (in dialetto: ggranciàri). La temperatura dovrà essere di 180° e il forno sarà leggermente ventilato. Quando i dolci si raffredderanno, è possibile a piacimento aggiungere una spolverata di zucchero a velo oppure glassarli. per poi mettere la diavolina.
Il consumo della minnulata a Barrafranca era ordinario: non si faceva solo in occasione di una festa in particolare. Al momento, non abbiamo trovato una ricetta uguale a questa: ce ne sono di molto simili in quanto variano gli ingredienti: ci sono, ad esempio, gli 'nzuddi messinesi che hanno latte e burro; i minnilati licatesi che hanno più zucchero e farina e non hanno le uova . Il dolce ottenuto ha, dunque, caratteristiche peculiari: non è un torroncino, né un biscotto e neanche una pasta. Siamo, piuttosto,  di fronte a un prodotto da forno che è, nel contempo, un po' croccante, un po' friabile e un po' morbido-pastoso. Praticamente, la minnulata barrese accontenta tutti i gusti!




Autore: Filippo Salvaggio




Ringraziamenti

Pubblico questa ricetta interessante e tipica di Barrafranca solamente grazie alla gentile signora Rosa Lupo in Avola, che l'ha custodita nel tempo: a lei va il mio ringraziamento.
Ovviamente è da ringraziare anche la pasticciera Nadia Aleo, che ha avuto la ferma volontà di imparare la ricetta e la determinazione di valorizzarla.

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