Uova in carrozzella

 





Tra le antiche e particolari ricette tipiche di Barrafranca (EN) spicca questo meraviglioso piatto la cui origine è ignota, ma si intuisce che è da legare alle religiosità pasquali, in quanto il popolo barrese lo prepara in occasione della pasquetta assieme a frittate (frosci) e frittelle varie. Una ricetta simile, le uova alla monachina, esiste in Campania ma diverso è il ripieno: le due metà di uovo bianco sodo sono ricomposte oppure l'uovo si impana e si frigge non svuotandolo del tuorlo. 

Ingredienti:

Uova
Patate
Formaggio di pecora grattugiato
Pangrattato
Prezzemolo
Sale
Pepe nero in polvere
Olio per friggere

Preparazione:

Bollire le uova e le patate. Dopo aver sgusciato le uova, occorre tagliarle a metà in senso verticale per poi toglierne il tuorlo. In una ciotola si devono schiacciare le patate pelate per poi impastarle assieme ai tuorli precedentemente messi da parte. Si insaporisce l'impasto con un pizzico (non esagerare) di sale, con il formaggio grattugiato, con il pepe nero, con il prezzemolo e con un uovo intero sbattuto. Quando l'impasto è ben amalgamato, bisogna appallottolarlo e inserirlo delicatamente nella parte bianca delle uova bollite al fine di ridare forma alle uova. In pratica, al posto del tuorlo le uova avranno la farcitura preparata, ma si dovrà usare una sola delle due metà delle uova bianche tagliate: l'altra metà deve essere ricomposta con l'impasto. La metà di bianco d'uovo tagliato sarà, dunque, come una sorta di barca piena di farcitura e la forma finale dovrà essere, ovviamente, quella di un uovo. Dopo aver sbattuto delle uova in una ciotola, si devono immergere le uova farcite e impanarle nel pangrattato. In questa fase, occorre avere una certa manualità e operare con delicatezza per non rovinare le uova ricomposte. Nel momento della frittura, si otterranno delle "arancinette" da far dorare e asciugare nella carta assorbente.
Le uova in carrozzella si possono magiare sia tiepide sia fredde: la bontà è assicurata!



Autore: Filippo Salvaggio



Ringraziamenti

Ringrazio la signora Rosa Papalia (1950) per aver tramandato questa interessante e tipica ricetta di Barrafranca: è cosa giusta e meritoria; in tal senso, è da ringraziare pure la nipote Ilaria Salvaggio, che si è prodigata per trascrivere la ricetta, concorrendo a non interrompere la tradizione.
Ringrazio, infine, mia nipote Matilde Arcieri per le foto efficaci, a mio parere, nel rendere l'atmosfera semplice, intima, informale e familiare di un tipico pranzo di pasquetta. 






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